Richio Incendio Boschivo

Richio Incendio Boschivo

Se fino a pochi anni fa il compito di tamponare l'emergenza era affidato esclusivamente alle esigue forze del CFS (Corpo Forestale dello Stato) e dei VVFF (Vigili del Fuoco), oggi esistono strutture operative che dirigono gli interventi su scala nazionale, oltre ai corpi già citati, i mezzi della Protezione Civile, dell'Esercito, degli Enti Locali e del volontariato.

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Richio Idrogeologico

Richio Idrogeologico

In Italia il rischio idrogeologico è diffuso in modo capillare e si presenta in modo differente a seconda dell'assetto geomorfologico del territorio: frane, esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio, trasporto di massa lungo le conoidi nelle zone montane e collinari, esondazioni e sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura.

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Richio Sismico

Richio Sismico

La sismicità della Penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l'accavallamento dei blocchi di roccia.

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Richio Chimico-Industriale

Richio Chimico-Industriale

La scarsa conoscenza e la sottovalutazione dei rischi e la successiva crescente attenzione alla tutela e salvaguardia dell'ambiente e alla qualità della vita degli individui, posero il problema del rischio industriale al centro del dibattito dell'opinione pubblica italiana ed europea.

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Richio Chimico-Industriale

La presenza sul territorio di stabilimenti industriali, che utilizzano o detengono particolari sostanze per la realizzazione di determinate attività produttive, espone la popolazione e l’ambiente al cosiddetto rischio industriale. Queste sostanze in caso di incidente contribuiscono a provocare incendi, esplosioni, emissioni di nube tossiche o sversamenti pericolosi per l’ambiente.

In Europa uno dei più gravi incidenti chimici-industriali è stato quello che si è verificato presso la società ICMESA di Meda, in Lombardia.

Il 10 luglio 1976, nello stabilimento della società, un reattore destinato alla produzione di triclorofenolo, un componente di diversi diserbanti, perse il controllo della temperatura oltrepassando i limiti previsti. L'apertura delle valvole di sicurezza evitò l'esplosione del reattore ma l'alta temperatura causò una modifica della reazione in atto con una massiccia formazione di una sostanza in seguito classificata come diossina. La sostanza venne rilasciata in aria formando una nube che i venti prevalenti in quel momento spostarono verso i comuni di Seveso, Cesano Maderno e Desio. Com’è noto Seveso fu il comune più colpito. L’incidente ebbe ripercussioni di tipo sanitario sui lavoratori e sugli abitanti della zona esposti alla nube tossica e di tipo ambientale con la contaminazione del territorio adiacente. La popolazione avvertì subito un odore acre e infiammazioni agli occhi. Alcune persone subirono delle degenerazioni della pelle (cosiddetta cloracne) mentre gli effetti sulla salute generale sono ancora oggi oggetto di studi.

La scarsa conoscenza e la sottovalutazione dei rischi derivanti dalla presenza di insediamenti industriali da una parte e la successiva crescente attenzione alla tutela e salvaguardia dell’ambiente e alla qualità della vita degli individui dall’altra, posero il problema del rischio industriale al centro del dibattito dell’opinione pubblica italiana ed europea. L'incidente di Seveso indusse la Comunità Europea a dotarsi di una normativa diretta a controllare i pericoli di incidenti rilevanti causati da determinate sostanze pericolose.

 
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