Richio Incendio Boschivo

Richio Incendio Boschivo

Se fino a pochi anni fa il compito di tamponare l'emergenza era affidato esclusivamente alle esigue forze del CFS (Corpo Forestale dello Stato) e dei VVFF (Vigili del Fuoco), oggi esistono strutture operative che dirigono gli interventi su scala nazionale, oltre ai corpi già citati, i mezzi della Protezione Civile, dell'Esercito, degli Enti Locali e del volontariato.

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Richio Idrogeologico

Richio Idrogeologico

In Italia il rischio idrogeologico è diffuso in modo capillare e si presenta in modo differente a seconda dell'assetto geomorfologico del territorio: frane, esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio, trasporto di massa lungo le conoidi nelle zone montane e collinari, esondazioni e sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura.

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Richio Sismico

Richio Sismico

La sismicità della Penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l'accavallamento dei blocchi di roccia.

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Richio Chimico-Industriale

Richio Chimico-Industriale

La scarsa conoscenza e la sottovalutazione dei rischi e la successiva crescente attenzione alla tutela e salvaguardia dell'ambiente e alla qualità della vita degli individui, posero il problema del rischio industriale al centro del dibattito dell'opinione pubblica italiana ed europea.

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Richio Incendio Boschivo

In Italia si definisce incendio boschivo: una combustione vasta, diffusibile, difficile da spegnere, violenta e pericolosa per l'incolumità pubblica. Talvolta vi sono combustioni che pur andando oltre l'accensione di fuoco, devono essere contenute per evitare lo sviluppo di un vero e proprio incendio di cui però non hanno ancora le caratteristiche.
Queste combustioni possono essere definite principi di incendio.

Il problema degli incendi boschivi in Italia suscita ormai da qualche anno un interesse non più limitato ai soli addetti ai lavori. Se fino a pochi anni fa il compito di tamponare l'emergenza era affidato esclusivamente alle esigue forze del CFS (Corpo Forestale dello Stato) e dei VVFF (Vigili del Fuoco), costretti ad operare in condizioni di estremo disagio e con mezzi insufficienti, oggi esistono strutture operative che dirigono gli interventi su scala nazionale, coordinando tra loro, oltre ai corpi già citati, i mezzi della Protezione Civile, dell'Esercito, degli Enti Locali e del volontariato.

Cause

Le cause naturali di incendio possono essere attribuite o alla concentrazione di raggi solari attraverso una goccia di resina o di rugiada (evento quanto mai improbabile e mai verificato direttamente) o all'accensione provocata da fulmini in assenza di pioggia (fenomeno non raro che, comunque, non sembra essere causa rilevante di danni).

Tutti gli altri fenomeni vanno attribuiti direttamente all'uomo, dividendo la casistica in episodi accidentali, colposi e dolosi. Perché un incendio si sviluppi sono sempre necessari gli elementi che costituiscono il cosiddetto "triangolo del fuoco", cioè il combustibile, il comburente e la temperatura/innesco.



Il comburente: il comburente è la sostanza che permette al combustibile di bruciare, generalmente si tratta dell’ossigeno contenuto nell’aria;
Il combustibile: sostanza in grado di bruciare se a contatto con ossigeno e nelle condizioni di temperatura adatte per essere accesa;
Innesco: l’innesco è l’elemento che, al contatto con il materiale infiammabile, avvia la reazione di combustione, esso può essere costituito da una qualunque sorgente di calore. Mentre i primi due elementi sono sempre disponibili, la temperatura necessaria all'accensione è presente solo in determinate condizioni.

 
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